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Avrò cura di te - Infanzia


Quest’anno il progetto accoglienza della nostra scuola dell’Infanzia è stato accompagnato dalla lettura e dalla realizzazione di lavori sul librino adottato Avrò cura di te . Nelle  parole e nelle sue illustrazioni, racconta una storia che, partendo da qualcosa di minuscolo, coinvolge l’intero universo. 
Ma andiamo con ordine. Un piccolo seme si trova solo nella vastità del mondo, indifeso e fragile, senza riparo. Proprio come i nostri piccoli, bambini e bambine che entrano per la prima volta nella  scuola dell’Infanzia.
Allora il Cielo, l’Acqua e la Terra ne hanno compassione: lo accolgono con amore, lo dissetano, lo nutrono, lo scaldano. Ciascuno di loro, con dolcezza, gli assicura: “Non temere. Io avrò cura di te”.

Così quel seme, finalmente amato e protetto, germoglia e cresce, fino a diventare un albero rigoglioso e forte, pieno di bellissimi fiori. A quel punto pare quasi che l’universo chieda al piccolo seme, ormai arbusto, di sdebitarsi per l’amore ricevuto, di donare a sua volta, di mettersi a disposizione, e lui lo fa senza esitazione alcuna, accogliendo tra i suoi rami robusti una minuscola e coloratissima capinera. Ora è lui, finalmente, a poter dire a qualcuno “Io avrò cura di te”.

La capinera, rinfrancata, costruisce fra quei rami il suo nido e vi depone un uovo, che si schiude facendo nascere un uccellino. La mamma, naturalmente, lo accudisce con grande tenerezza e amore. Questo è il suo turno di avere cura di chi è più fragile e indifeso.

Quando i fiori dell’albero lasciano il posto a bellissime mele color rubino, solo un frutto non viene raccolto. Cade e il Vento sparge i suoi semi. Uno di loro però finisce in un luogo inospitale. Sentendo il dolore del grande albero, la capinera si prodiga per portare in salvo quel piccolo seme. All’albero che piange, dice “Non temere, io avrò cura di lui”. Da quel seme, cullato dal canto armonioso della capinera, che lo sorveglia, germoglierà una nuova vita.

L’Amore ha un effetto contagioso e rigenerante

Abbiamo trovato noi docenti della scuola dell’infanzia Marconi che il messaggio che questo albo sottende sia profondamente spirituale e al contempo molto concreto. Tra le sue pagine un cerchio si apre e infine si chiude, come in un piccolo universo in cui l’amore produce altro amore e spinge chi ha ricevuto a dare a sua volta. La vita continua a generarsi e a evolvere incessantemente grazie a gesti all’apparenza piccoli e insignificanti, ma che creano invece legami forti e indissolubili. C’è qualcosa di sacro in questa frase che si ripete: “Io avrò cura di te”. Smuove le nostre emozioni, si sente nella pancia e nel cuore, molto più che nella testa. Ed è questo il messaggio che più di ogni altra cosa abbiamo voluto fare arrivare ai nostri bambini e bambine.

In quella frase c’è  la concretezza dei gesti della nostra quotidianità a scuola, lo slancio genuino delle piccole attenzioni che dedichiamo a loro e loro, a loro volta, verso i compagni, le gentilezze non richieste, la tenerezza, i piccoli piaceri che spesso passano inosservati perché non hanno nulla di eclatante, perché non vengono dichiarati a gran voce, ma fatti quasi nel completo “silenzio”.

 Vorremo concludere  parlando dei colori di questo meraviglioso albo. I colori e le forme con cui le illustrazioni di Nicoletta Bertelle accompagnano le parole preziose di Maria Loretta Giraldo, ci hanno incantate. Sono disegni dal gusto un po’ naïf, in cui il sole scalda il seme osservandolo con i suoi occhioni dalle ciglia fiammanti, la pioggia ha un volto di bimbo curioso, la terra si stende come una morbida coperta di patchwork, la bella e variopinta capinera accoglie il suo piccolo in un tramonto rosa.. Tutto è coloratissimo, come a celebrare il potere della fantasia e la meraviglia della natura e della vita che non si ferma.

A colpirci è stato anche il canto finale dell’uccellino, rappresentato figurativamente con dei cerchi e degli ovali densi di colore. Al loro interno un ramo di melo, dei fiori, delle righe, dei cerchi. Nella pagina seguente ancora cerchi, fiori, quadrati colorati. Ci  hanno ricordato il senso di reciproca cura, di ricevere e poi donare che ci lega e ci rende più forti, proprio quando ci sentiamo più fragili. Il periodo dell’accoglienza è un momento di fondamentale importanza per noi docenti e per tutti i nostri piccoli e tutte le nostre piccole. Noi accogliamo loro. Ma più di ogni altra cosa, cerchiamo di meritarci, un giorno alla volta,  di essere accolte, noi docenti,  da loro..

La capinera, rinfrancata, costruisce fra quei rami il suo nido e vi depone un uovo, che si schiude facendo nascere un uccellino. La mamma, naturalmente, lo accudisce con grande tenerezza e amore. Questo è il suo turno di avere cura di chi è più fragile e indifeso.

Quando i fiori dell’albero lasciano il posto a bellissime mele color rubino, solo un frutto non viene raccolto. Cade e il Vento sparge i suoi semi. Uno di loro però finisce in un luogo inospitale. Sentendo il dolore del grande albero, la capinera si prodiga per portare in salvo quel piccolo seme. All’albero che piange, dice “Non temere, io avrò cura di lui”. Da quel seme, cullato dal canto armonioso della capinera, che lo sorveglia, germoglierà una nuova vita.

L’Amore ha un effetto contagioso e rigenerante

Abbiamo trovato noi docenti della scuola dell’infanzia Marconi che il messaggio che questo albo sottende sia profondamente spirituale e al contempo molto concreto. Tra le sue pagine un cerchio si apre e infine si chiude, come in un piccolo universo in cui l’amore produce altro amore e spinge chi ha ricevuto a dare a sua volta. La vita continua a generarsi e a evolvere incessantemente grazie a gesti all’apparenza piccoli e insignificanti, ma che creano invece legami forti e indissolubili. C’è qualcosa di sacro in questa frase che si ripete: “Io avrò cura di te”. Smuove le nostre emozioni, si sente nella pancia e nel cuore, molto più che nella testa. Ed è questo il messaggio che più di ogni altra cosa abbiamo voluto fare arrivare ai nostri bambini e bambine.

In quella frase c’è  la concretezza dei gesti della nostra quotidianità a scuola, lo slancio genuino delle piccole attenzioni che dedichiamo a loro e loro, a loro volta, verso i compagni, le gentilezze non richieste, la tenerezza, i piccoli piaceri che spesso passano inosservati perché non hanno nulla di eclatante, perché non vengono dichiarati a gran voce, ma fatti quasi nel completo “silenzio”.

 Vorremo concludere  parlando dei colori di questo meraviglioso albo. I colori e le forme con cui le illustrazioni di Nicoletta Bertelle accompagnano le parole preziose di Maria Loretta Giraldo, ci hanno incantate. Sono disegni dal gusto un po’ naïf, in cui il sole scalda il seme osservandolo con i suoi occhioni dalle ciglia fiammanti, la pioggia ha un volto di bimbo curioso, la terra si stende come una morbida coperta di patchwork, la bella e variopinta capinera accoglie il suo piccolo in un tramonto rosa.. Tutto è coloratissimo, come a celebrare il potere della fantasia e la meraviglia della natura e della vita che non si ferma.

A colpirci è stato anche il canto finale dell’uccellino, rappresentato figurativamente con dei cerchi e degli ovali densi di colore. Al loro interno un ramo di melo, dei fiori, delle righe, dei cerchi. Nella pagina seguente ancora cerchi, fiori, quadrati colorati. Ci  hanno ricordato il senso di reciproca cura, di ricevere e poi donare che ci lega e ci rende più forti, proprio quando ci sentiamo più fragili. Il periodo dell’accoglienza è un momento di fondamentale importanza per noi docenti e per tutti i nostri piccoli e tutte le nostre piccole. Noi accogliamo loro. Ma più di ogni altra cosa, cerchiamo di meritarci, un giorno alla volta,  di essere accolte, noi docenti,  da loro..

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