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Bianca e asia vincitrici del concorso "in punta d'inchiostro"

Pubblicato in data 4 giu 2023
Ultima Revisione in data 4 giu 2023

Concorso in punta d'inchiostro: due premi anche per il plesso Rosai!

Si è tenuta il 24 maggio 2023, presso il Nelson Mandela Forum, la cerimonia di premiazione del concorso di poesia e prosa per le scuole fiorentine promosso dal Consiglio del Quartiere 1. 

Il primo premio della sezione prosa è stato vinto dall'alunna Bianca Marini Gherardotti della classe IIA Ottone Rosai, ricevendo 10/10 da tutti i membri della commissione, che hanno letto commossi un estratto del suo racconto.

L'alunna Asia Lara Sapaico, della classe IID, si è invece aggiudicata il terzo posto della sezione diari, dedicando il suo elaborato ai bambini vittime delle guerre.

 

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Di seguito i due elaborati premiati:

Samir e la ricerca della felicità 

di Bianca Marini Gherardotti

 

Samir ha sete. Non ha acqua. Non ha amici. Non ha famiglia. La guerra gli ha portato via tutto. Tutta la spensieratezza che aveva, gli abbracci della mamma, gli amici con cui ridere e un tetto sotto cui sentirsi protetto. Ogni giorno sente che una parte di sé sparisce lentamente. Non riesce a vivere nel luogo che gli aveva promesso felicità e che invece ora lo rende infelice.  Lo sa che le sue scelte saranno avventate, ma che ha da perdere? Dall'altra parte del mare non potrà certo andare peggio...

Ha deciso: farà il viaggio sul gommone. Inizia a camminare e per giorni non fa altro. Tutto ciò che aveva lo ha venduto per pochi soldi con cui comprarsi la felicità.

Arrivato sulla spiaggia, percepisce le emozioni che provano tutti gli altri lì presenti, compreso se stesso. Conosce un ragazzo della sua età, il suo nome è Abdul. È un giovane alto con addosso dei pantaloncini corti, una maglietta oleosa e in testa una cesta di capelli che ha deciso di rasarsi perché così va di moda. Cerca di mostrarsi duro, senza paure, ma è uno che le insicurezze potrebbe venderle. La debolezza mentale non gli servirà nel viaggio che lo attende.

Samir e Abdul si aggrappano uno all'altro: cercano di farsi forza e inventano la felicità che li attende al loro arrivo mentre salgono sul gommone.  Il primo giorno passa con la speranza di trovare una nuova casa. Una nuova vita. Il secondo giorno passa con la fame nello stomaco.Il terzo giorno ci sono solo le urla dei bambini e delle donne. Il quarto giorno è morte. 

La mattinata prometteva bene: il mare era calmo e il sole riscaldava i loro volti. Era già passata tutta la mattina. Si sentiva un fischio che penetrava nelle orecchie. Il gommone aveva un buco. All'inizio non avevano capito da dove venisse quel suono fastidioso.  Sapevano soltanto che le aspettative continuavano a calare. Appena trovata la fessura, si organizzarono per richiuderla con del mastice. Ma non sapevano che era solo una delle numerose sconfitte che li attendevano. Il motore dopo poche ore cominciò a rallentare, ma non si fermò mai. Le nuvole stavano coprendo l'unica cosa che sorrideva a loro fino a quel momento. C'era aria di perdita e di tempesta. Il sole calava lentamente e al contrario le onde del mare salivano velocemente. Non risparmiavano nessuno. Inghiottivano tutto ciò che trovavano e si divertivano a spingerlo verso il fondo del mare e poi di nuovo in superficie e poi di nuovo giù e poi su. Erano stati i tre giorno migliori per Samir. Aveva assaporato, anche se per soli tre giorni, la felicità di avere qualcuno vicino e illudersi di amarlo ed essere amato a sua volta. La notte era alle porte. Prima un'onda, poi un'altra sballottavano il gommone. L'imbarcazione era troppo piccola per resistere a onde così grandi. La prima onda passò, la seconda anche, ma la terza non li risparmiò.  Il gommone si ribaltò e Samir vide Abdul per l'ultima volta. Il momento peggiore  nella vita di Abdul. Un solo istante prima dell'impatto con l'acqua e dell'abbraccio eterno con la morte. Cercò di ritrovare il suo sguardo, ma in un secondo tutto era perduto. Non seppe quanto durò, ma a un certo punto anche il mare si stancò. Finalmente tornò la luce del sole, ma forse avrebbe voluto ancora il buio. Era incredibile che ogni volta che assaporava la felicità, qualcosa intervenisse e cambiasse il corso delle cose. Fu uno dei pochi ancora a tenersi saldo al gommone capovolto e sgonfio. Ma una stanchezza cominciò a invaderlo per avere la meglio sulla sua forza interiore. Fu risvegliato dal bagliore di un faro e una mano forte lo issò su una barca. Era salvo. Ancora non tutto era perduto. Finalmente avrebbe raggiunto la terra della felicità, un nuovo inizio lo attendeva e lo rendeva fiducioso del futuro. In pochi si salvarono. Dopo i numerosi controlli, un getto di acqua gelida lo schiaffeggiò. Ricevette degli abiti intrisi dell'odore e delle storie di altri. E il suo futuro fu chiuso da recinzioni alte due metri e la sua felicità rimase impigliata sul filo spinato in cima ad esse. 


 

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Pagina di un diario

di Sapaico Asia
 

Caro diario, 

è da un mese che non ci sentiamo, non ti ho potuto scrivere perché sono rinchiuso in questo bunker insieme alla mia famiglia da tanto tempo. La mamma ogni giorno mi dice " Tranquillo amore tra un po' usciremo" ma io non ci credo più perché è da troppo che siamo qui. Purtroppo questo posto non mi piace, è pieno di ragnatele ed è sempre buio. Però la situazione fuori non è delle migliori perché purtroppo ci sono delle persone che combattono e delle bombe che esplodono. Ma mamma e papà non sono neanche molto d'aiuto perché litigano sempre dicendo: "Dobbiamo andare, questo posto non è più sicuro per nostro figlio " oppure "Dobbiamo rimanere, qui fuori non è sicuro per Luca". Purtroppo mi sono ammalato qualche giorno fa e la mamma mi voleva portare le medicine ma babbo diceva che non potevamo perché non l'avevamo e se saremmo usciti avremmo rischiato la vita, ma nessuno cercava di coccolarmi o aiutarmi a guarire. Poi la notte fa molto freddo qui, quindi io chiedo sempre una copertina che non ricevo mai perché il babbo dice che dovremmo cercarla, però mamma ribadisce che purtroppo la notte non è sicura per uscire. Invece ho scoperto da poco tempo che questa cosa si chiama “guerra”, una parola che fa molta paura, ma che in fondo esiste, una cosa che purtroppo attacca solo gli innocenti e non le persone che vogliono farsi la guerra, io non so chi sia stato a cominciarla ma so che quella persona non sa quanto la gente soffra. Chi muore di fame, di sete o per colpa di una bomba. Io ci soffro, non muoio di fame o di sete perché ogni tanto riusciamo a trovare qualcosa da mangiare o da bere. Sto male perché molte volte non ho le medicine oppure per colpa del freddo. I miei genitori mi proibiscono di uscire perché hanno paura che mi faccia male. Ormai tutti i libri che mi sono portato li conosco a memoria così bene che potrei anche fare un riassunto ad occhi chiusi o senza mani. La mia giornata è sempre la stessa, non cambia mai tranne che per i giochi. Mi sveglio la mattina alle 4:00 o alle 5:00 con il suono delle bombe che esplodono, poi faccio una colazione con solo un po' di tè, raramente caldo perché di gela e si raffredda in due secondi, poi aspetto che babbo torni dalla sua ricerca di cibo o giocattoli e quando torna con dei libri sono sempre contento anche se è molto raro. Molta gente vicino al bunker accanto al mio viene sempre a farci visita o almeno quando riescono. Quando vengono di solito mi portano sempre un giocattolino. Alcune volte è rotto oppure con qualche proiettile però a me fa sempre piacere. A pranzo di solito mangio della pasta scaduta oppure del pane un pochino ammuffito ma comunque sempre buono, con il babbo nel pomeriggio se mamma me lo permette vado a fare un giretto e cerco qualche distrazione, l'ultima volta ho trovato un bel libro che parlava di dinosauri che ho regalato a un bambino piccolino che era nel bunker accanto al mio. A cena bevo il tè caldo oppure qualche biscottino avanzato che ovviamente ci regalano i vicini e poi vado a dormire pregando che il giorno seguente sia meglio del primo. Due settimane fa davanti al nostro bunker è apparso un camion dei militari che erano dalla nostra parte, che è venuto a darci un po' di cibo e dell'acqua pulita. A me hanno regalato un libro di storia. Ritengo che la storia sia molto importante perché fa capire gli errori del passato e cerca di non farli accadere nel presente, anche se purtroppo la guerra è successa nel passato ma è ancora presente oggi. Io quel libro l'ho letto e riletto, mi è piaciuto moltissimo ed era l'unica cosa divertente e bella che c'era in quel periodo. Avevo un amichetto che si chiamava Marco, era nel bunker accanto al mio ma qualche giorno fa è riuscito a scappare ed andare in un altro paese perché purtroppo la guerra è terribile ed è difficile affrontarla. La guerra la sto  vivendo ancora oggi ma con meno fatica. Ora mentre ti sto scrivendo è appena esplosa una bomba ma per fortuna è abbastanza lontana. La mamma è sempre a casa, il babbo invece quando esce si mette sempre un cappotto enorme con la nostra bandiera. A me non manca nulla, la cosa più importante è la mia famiglia e fino a quando sarò con loro mi sentirò sempre al sicuro. Ti voglio bene, ti devo salutare perché la mamma mi sta chiamando per andare a prendere un po' di erbette per fare il tè, spero di scriverti presto. 

 

Ciao, Asia

 

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